 L'Avvento è il periodo di preparazione che precede la solennità del Natale, si articola in quattro settimane e ha le sue origini storiche nell'Adventus (detto anche parusia), una festa pagana che indicava la presenza annuale della divinità o anche l'anniversario della visita dell'imperatore e, di qui, trae origine il tema del "Cristo che viene". Nel Tempo di Avvento “si ricorda la prima venuta del Figlio di Dio fra gli uomini, e contemporaneamente, attraverso tale ricordo, lo spirito viene guidato all'attesa della seconda venuta del Cristo alla fine dei tempi” . (Norme per l'anno liturgico e il calendario, 39: Messale p. LVI). Tale tempo, con il quale ha inizio l’anno liturgico, comincia dai Primi Vespri della prima domenica di Avvento, che cade, quest’anno, il 29 novembre e termina con i Primi Vespri di Natale. Le letture del Vangelo hanno nelle singole domeniche una loro caratteristica propria. La I domenica si riferisce alla venuta del Signore alla fine dei tempi e, nell’attesa, il cuore del discepolo deve restare aperto e saldo nella fede. Nella II domenica la liturgia propone la figura di Giovanni Battista II, quale esempio di attesa. Nella III domenica si celebra la vicinanza del Signore che porta la vera gioia. La IV domenica, in cui meditiamo sugli antefatti immediati della nascita del Signore, è contraddistinta da un’attesa più intensa perché la meta è più vicina. Per indicare gli atteggiamenti propri del cristiano durante l’Avvento ricorre spesso il termine “Attesa”. Che cosa significa? Attendere significa orientare tutto il nostro essere al Signore che viene, riempiendoci di speranza. Celebrando e vivendo il mistero dell’Attesa il nostro modello è Maria, la Vergine dell’Attesa, cui chiediamo di donarci un’anima vigilante (dagli scritti di Mons. Tonino Bello). Rosa Avolio, Tom Paola.
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