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La Casa Natale di San Francesco |
Sorge a pochi passi dalla chiesa di Montevergine. In un’aurora prodigiosa, a dimostrazione della provenienza divina di Francesco, la tradizione parla di due straordinari fenomeni che annunciano agli abitanti di Paola la venuta al mondo del Santo. Infatti, la piccola casa natale risplende di fiamme misteriose nella notte del concepimento e risuona di celesti melodie quando tra le sue mura nasce, il 27 marzo 1416, il Patriarca, presagio della nuova luce che il Santo Paolano avrebbe irradiato nel mondo per dissipare le tenebre del suo tempo, il più triste e doloroso che la Chiesa abbia registrato nei suoi annali. Nacque Egli in Paola Città della bassa Calabria l’anno 1416, ai 27 di Marzo sull’alba d’un venerdì nel qual tempo, oltre i predetti segni del fuoco, furono uditi cantare gli Angioli in segno di giubilo, che ne faceva il cielo.
Celebrano l’episodio mons. G. M. Perrimezzi, Sul tetto della sua casa una fiamma apparve, che fatta vieppiù luminosa in mezzo alle fitte tenebre della notte, concitò quasi tutti que’ cittadini ad ammirarne e vagheggiarne il portento e la quartina Discendono in sul tetto della casa di Francesco gli Angeli per proclamare il nascimento di lui. E con leggiadri e soavi canti… essi ne fanno gran festa. In una antica stampa olandese, nella quale è in primo piano lo stato dei luoghi sacri di tutto il convento paolano, con la città di Paola con le sue case e le sue mura fortificate, il castello, il porto e la torre angioina sulla destra della composizione, la Casa Natale di San Francesco, contraddistinta dalle fiamme sul tetto, è così menzionata: Domus parentum S. P.is supra quam nocte conceptionis suae columna ignea apparuit. In alto si erge maestosa la figura del Santo, con le braccia aperte simboleggianti protezione perenne, con la seguente scritta: Attendite ad petram unde excisi estis; et ad cavernam laci de qua praecisi estis. Isa 5.2. A somiglianza di Gesù Cristo, il significato simbolico di questi fatti è molto chiaro. Il fuoco sul tetto della modesta dimora rappresenta il carattere essenziale della vita del futuro Santo, infiammato di divina carità e di amore per i fratelli; il canto degli angeli indica i doni celesti della grazia di Dio, effusi nell’anima di San Francesco, mentre, nella luce splendente apparsa sulla casa paterna a rischiarare la notte, s’intravede l’allegoria della missione cui il Patriarca Paolano è chiamato:illuminare mirabilmente, quasi alla vigilia dell’eresia protestante, le tenebre dei secoli XV e XVI, dissoluti e saturi di superbia, egoismo e corruzione. A ragione Leone X, nella Bolla di Canonizzazione, definisce San Francesco di Paola prima una lampada prodigiosa che con il suo chiarore e meraviglioso splendore ha diradato le tenebre del tempo, praesentis temporis caliginem suae lampadis fulgore mirabiliter illustravit, e dopo lo paragona ad un astro fulgente che ha illuminato tutto il mondo ad illuminationem gentium, tamquam rutilum sydus. In un panegirico del Santo, stampato a Napoli nel 1617 ad istanza della Congregazione della Concezione eretta nel Collegio della Compagnia di Gesù, l’autore, un religioso anonimo, così afferma: Se fu la nascita del Salvatore prevenuta quasi da felicissimo nunzio d’una avventurosa stella qual dichiarò al mondo essere già nato il desiderio ed unica speranza delle genti; prevenne altresì la concezione del nostro Francesco un gran splendore, che s’accese ed infiammò tutto il luogo alla sua casa vicino, volendo con questo segno dare ad intendere il gran Padre dei lumi che già si formava in terra chi, con l’esempio e santità della vita, dovea mandare avanti ogni opra di virtù e di misericordia, e rinnovar nella Chiesa con infinito giubilo ed allegrezza, la già spenta pietà. Paola, oscuro centro della poverissima Calabria, si avvia ad essere illustre, famosa e nominata in tutto il mondo, invidiata e celebrata per la fortuna di essere stata la culla del più grande figlio della nostra terra. Così conclude il sopracitato panegirista: Felicissima Paola, dunque, che ben puoi paragonarti a quella ben avventurata Betlemme, la quale chiamò il Profeta, avendo l’occhio solo alla piccolezza del sito, la minima fra tutte le altre cittadine della tribù di Giuda. Il fabbricato viene trasformato in cappella ad unica navata mentre San Francesco si trova in Francia. L’abate Giovan Battista Pacichelli, viaggiatore e scrittore erudito, così descrive la Casa Natale del Santo (1693): Qui vicina resta la casa, allungata, e tradotta in chiesa, ove San Francesco sortì i natali. Rimasto è a lei il proprio volto, sendo partita in una camera superiore, e nella stalla di sotto per lo giumento. Non vi è pavimento, ma la medesima terra, la quale sorbita con acqua per divotione, opera meraviglia. L’altare in isola con colonne di pietra e cupolino, nella tela raffigura il fatto, con l’impresa Charitas, la quale sfolgora splendori. Secondo mons. G. M. Perrimezzi in origine il tempio è dedicato alla Madonna ed in seguito ad una forte alluvione esso ha avuto l’attuale sistemazione, con la quale si è voluto salvare, grazie alla competenza ed alla lungimiranza dell’ing. Bernardino Caputo, quanto più si è potuto dell’antica casetta dei coniugi Martolilla (da alcune finestrelle con vetrino lungo i margini perimetrali del pavimento sono, infatti, ancora visibili le strutture originarie della costruzione). Nei lavori effettuati sono fortificate le fondamenta ed innalzate le campate in modo da dare all’edificio uno slancio maggiore. Sull’altare è posizionato il dipinto ad olio su tela di cm 150x150 raffigurante La nascita di San Francesco di Paola, opera del 1846 del Minimo Fra Nicola Camacci. Allorché questo quadro viene tolto per essere sostituito dal grande mosaico di Giovanni Hajnal, si scopre che anche il suo tergo riproduce la nascita del Santo con tela del 1767 del pittore Raffaele Zaccarelli, dipinta pro sua devotione. Viene rimossa anche un’altra tela, raffigurante San Francesco di Paola in preghiera davanti la Madonna di Loreto. Una breve doppia scalinata in tufo, in origine formata da complessivi sedici gradini con ringhiera in ferro battuto, dà agio ad un piccolo ballatoio che consente l’accesso al monumento. L’esterno della cappella presenta un bel portale barocco in pietra locale sormontato da un timpano decorativo spezzato con la breve iscrizione Charitas hic anno MCDXVI illuxit nativitas SS. Patris angelico cantu decorata. Qui, in questa casa, l’anno 1416 la nascita del Santo Padre brillò di una luce misteriosa e fu glorificata dal canto degli angeli. 1 - 2
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Calendario
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Settembre 2010 |
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